Secondo concerto di MusicAteneo 2018

Secondo concerto di MusicAteneo 2018

Un secolo di musica francese per il Collegium Musicum.

di Alessandro Panozzo

La sera del 19 Aprile nella chiesa di S. Cristina della Fondazza alle 21:00 cade il secondo appuntamento di MusicAteneo: la rassegna primaverile di cori e orchestre universitarie organizzata dal Collegium Musicum Almæ Matris. Un concerto gratuito, tutto all’insegna della musica francese.

Il programma tocca cronologicamente un periodo aureo per la musica in Francia: dall’Ottocento al Novecento infatti, si andrà a consolidare uno stile prettamente francese che poco avrà in comune con le precedenti scuole nazionali europee. Gli esiti più noti di questo sviluppo saranno i grandi Fauré, Debussy, Ravel e Satie; essi tuttavia rappresentano i risultati di una vita musicale sotterranea, meno nota e fatta anche di opere in seguito trascurate.

L’ensemble di fiati del Collegium Musicum ci farà conoscere la Petite Symphonie di Charles Gounod (di cui ricorre quest’anno il bicentenario dalla nascita), compositore noto per il Faust, e Roméo et Juliette. Scritta nel 1885, essa dimostra la produttività dell’associazionismo musicale parigino: è dedicata infatti alla Société de musique de chambre pour instruments à vent fondata nel 1879 dal flautista Paul Taffanel, il quale la sera della prima sedeva tra gli esecutori.

Gounod nella sua vita fu mosso anche da un intenso sentimento religioso, che per un periodo gli fece considerare la strada della vocazione. Alla fin fine non si decise mai, ma questo sentimento trova corpo nella ricca produzione religiosa e liturgica: lo Stabat Mater per pianoforte e coro misto ne è una prova evidente. Il testo della sequenza del Venerdì Santo è parafrasato in francese da Abbé Castaing, canonico della basilica di Saint-Denis.

Personaggio defilato e meno famoso, ma non meno importante è stato Théodore Dubois: organista e compositore, poi direttore del Conservatoire de Paris (dal 1896 al 1905): punto cardine della musica classica francese ed europea. La sua attività didattica ha avuto effetti su generazioni di musicisti, grazie soprattutto ai sui trattati di armonia e contrappunto. Un certo rigore scolastico infatti trapassa nella sua produzione, come per esempio nella Messe de la Délivrance (Messa della Liberazione, perché eseguita nel 1919, subito dopo la Grande Guerra, ad Orléans, città di Giovanna d’Arco, e perciò doppiamente simbolica). Il Kyrie e l’Agnus Dei, eseguiti dal coro misto e dal pianoforte, ci trasmettono allora, nel raffinato gusto dell’epoca, la serenità e la speranza per la raggiunta pace. Mentre nella Seconda Suite per strumenti a fiato Dubois smette gli abiti da professore e cerca svago e divertimento con cinque pezzettini di ironica e spigliata originalità.

A succedere Dubois nella cattedra di direttore del Conservatorio fu Gabriel Fauré, eccezionale compositore di melodie e dalla scrittura ricca e contrappuntisticamente densa. Il Coro femminile ce ne offrirà un esempio con il Tantum ergo, tratto dai Deux Offertoires, op. 65. Con Fauré si raggiunge l’apice del post-romanticismo francese, e con lui e i suoi allievi si apre la nuova pagina del Novecento con le avanguardie, i nuovi stili e i nuovi linguaggi.

E nel Novecento, all’interno di questa ricerca di nuove sonorità, si afferma una tendenza (già sfruttata tra i tanti, dai francesi Debussy e Ravel) ad usare non solo le tradizionali scale tonali, ma anche gli antichi modi gregoriani come mezzo di ampliamento delle risorse tonali e sonore. Jehan Alain opera proprio in questa direzione nella Messe modale en septuor (1938), per coro femminile, flauto e quartetto d’archi. L’utilizzo di queste antiche scale, organizzate diversamente rispetto alla nostra tonalità, conferiscono proprio per questo un’aura misteriosa, arcaicheggiante ed esotica.

Tutti i dettagli del concerto e il programma completo sono disponibili qui.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.