Quarto concerto di MusicAteneo 2019

Quarto concerto di MusicAteneo 2019

Grandi classici e nuove composizioni.

di Alessandro Panozzo

Riparte MusicAteneo, con la seconda parte della rassegna e altri 4 concerti. Sabato 18 maggio, nel suggestivo Oratorio di San Filippo Neri in via Manzoni 5, il Coro da camera del Collegium e il Coro dell’Università Rovira i Virgili di Tarragona (E) proporranno un concerto che abbina opere dei secoli passati e musica di compositori contemporanei.

CORO DA CAMERA DEL COLLEGIUM MUSICUM

Johannes Brahms (1833-1897), Drei Quartette Op. 31, 1859-63

Nel periodo precedente alla composizione di questi Quartetti, Brahms ha spesso modo di entrare in contatto con diverse esperienze corali (lui stesso fonda nel 1859 ad Amburgo un Frauenchor, al quale rimarrà molto affezionato e dedicherà molte delle sue energie compositive). Interessato dal genere si impegna anche in attività direttoriali – oltre che esecutive – alla corte del principe Lippe-Detmold, dove dirige il coro, e a Vienna, dove viene chiamato a dirigere la Singakademie nel 1863.

Wechsellied zum Tanze

Il primo brano, su testo di Goethe, mette in scena una danza che «ha lo charme di una deliziosa litografia romantica» (J. Bruyr). Due coppie di danzatori si alternano: gli «Indifferenti» e i «Teneri», rappresentati dai Contralti e Bassi, e dai Soprani e Tenori. Agli uni interessa poco se il/la compagno/a di ballo non è il loro amore, pensano piuttosto a trovare qualcuno con cui ballare; gli altri invece non vogliono ballare se non sono assolutamente fatti l’uno per l’altro. Gli «Indifferenti» li criticano: «l’amore languido rifugge la danza», al che i «Teneri» replicano «accompagnare l’amato è una danza celeste». Le psicologie delle coppie traspaiono dalle sentenze acide e distaccate degli «Indifferenti» e dagli scambi di svenevoli carinerie dei «Teneri». I due caratteri vengono differenziati ancora più chiaramente dalla musica che alterna due corrispondenti tonalità, e dall’accompagnamento pianistico, prima quadrato, rigoroso (in “tempo di Minuetto”), poi romantico ed espressivo.

Neckereien

Di origine morava, questo canto illustra altri giochi amorosi, come suggerisce il titolo traducibile all’incirca come “Amoreggiamenti”. Alcuni giovani corteggiano delle fanciulle, le quali minacciano di trasformarsi in «colombelle, pesciolini o leprotti» pur di non cedere alle loro insidie; i giovani rispondono opponendo a quelle strane trasformazioni «fucilate, reticelle, e piccoli levrieri». Il gruppo degli uomini (Tenori e Bassi) si rivolge eloquentemente alle donzelle (Soprani e Contralti) incalzandole ad ogni loro trovata evasiva, fino alla fine dove il rincorrersi delle voci con figurazioni ritmiche contrastanti suggerisce effettivamente un’idea di confusione e concitazione caotica. È a queste trovate drammatiche, piene di colore, che si riferiva H. Deiters (1888) lodando la grande varietà di accenti in questa raccolta: «Quest’ultimo genere favorisce un’ingegnosa struttura e dà luogo a fini contrasti: ma i Quartetti in cui prevale una linea omofonica sono ancora più originali come melodia e come armonia: producono un maggior effetto emotivo». E con questo pensava sicuramente al pezzo successivo.

Der Gang zum Liebchen

Anche questo testo è tratto da un canto tradizionale boemo. Come già detto da Deiters, è una pagina suggestiva, in cui il pianoforte accompagna il canto nello spirito di un valzer lento (lo si riascolterà infatti anche nel valzer n°5 Op. 39). Il testo (“Il cammino verso l’amata”) descrive la pena e il timore di non vedersi più, di perdere l’amata al tramonto della luna. Diversamente dagli altri pezzi, dove le singole voci non sono tutte sempre coinvolte, qui il coro canta insieme riuscendo a evocare atmosfere notturne grazie alle affascinanti armonie. B. François-Sappey osserva su questi Quartetti vocali che «la maestria di Brahms nei riguardi del contrappunto è ormai tale che viene assorbita in un quadro di apparente facilità. Perfetto accordo con la convivialità e l’amabilità richiesta da un simile repertorio».

Ildebrando Pizzetti (1880-1968), Due composizioni corali, 1961

Della ‘generazione dell’80’ Pizzetti era una delle personalità meno famose, eppure non meno importanti. Se non poteva competere con la musica orchestrale di Respighi, aveva però una conoscenza e un’esperienza tale nei lavori per coro (maturati negli anni di giovinezza, a contatto in particolare con lo studio del gregoriano attraverso il suo maestro G. Tebaldini) che lo resero consapevole delle ricche possibilità espressive del puro contrappunto vocale, tanto che il critico Fedele D’Amico arrivò a parlare di «sensibilità di Chopin per il piano, di Ravel per l’orchestra, e di Pizzetti per il coro».

Scritte all’età di 80 anni queste Due composizioni corali sono rese musicali di due liriche della poetessa Saffo, che riporta naturalmente alla mente il clima di neoclassicismo che attraversò il paese nel periodo tra le due guerre. Comprensibilmente meno energiche di altri suoi pezzi precedenti (ricordiamo, per esempio, il suo Requiem (1922-23), e le numerose musiche di scena scritte per drammi teatrali, in particolare di D’Annunzio con cui collaborò prima e durante il ventennio), anche in queste però è possibile rintracciare influenze arcaiche, che interagiscono con altre di derivazione moderna (Debussy e Musorgsky sono tra i suoi modelli più recenti). Le strutture, senza essere strofiche, sono tuttavia unificate da una ricorrente frase germinale intorno alla quale la musica prende forma (es. la prima frase dei Tenori ne Il giardino di Afrodite).

Nondimeno sono piene di sottigliezze neo-madrigalistiche, le quali in questo caso riflettono in dettaglio il significato delle parole del testo – dal mormorare dell’acqua al frusciare delle foglie nel primo brano, alla grazia dei movimenti e alla dolcezza delle voci delle fanciulle danzanti al chiaro di luna in Piena sorgeva la luna. Pure nella sua vecchiaia, in quest’ultima opera a cappella, Pizzetti ci conferma che seppe mantenere quella «sensibilità per il coro» fino alla fine della sua vita.

CORAL DE LA UNIVERSITAT ROVIRA I VIRGILI (Tarragona, Spagna)

Josep Prenafeta (1936-2011), Màrius Torres (1910-1942), Molt lluny d’aquí, sardana

Josep Prenafeta i Gavaldà è stato un compositore e pedagogo musicale catalano noto per il suo lavoro nel mondo sardanista. Nato a Barcellona, visse a Lleida dal 1951 dove svolse per lungo tempo incarichi di regista e insegnò materie musicali, accompagnamento, acustica ed estetica fino al suo ritiro.

La sardana è la danza ufficiale della Catalogna, il cui nome deriva probabilmente dalla Sardegna, suo luogo di provenienza. Viene ballata in cerchio accompagnata da un ensemble strumentale di flauti, zampogne e percussioni (Cobla) ma può essere anche cantata. Questa in particolare è una sardana che parla della nostalgia del poeta Màrius Torres quando, ricoverato in sanatorio, temeva che non sarebbe mai più tornato nella sua terra. L’autore ricorda le strade, la fontana, i giochi dei bambini, la nebbia, il vento e il sole della città che, proprio a causa della malattia, non rivedrà più.

Josep Vila i Casañas (1966), El Mirador

Josep Vila i Casañas è un direttore di coro, compositore e pedagogo musicale della Catalogna. È stato amministratore delegato dell’Orfeó Català tra gli anni 1998 e 2016 e il Coro della Camera del Palau de la Música Catalana dal 2011 al 2016. Attualmente è direttore principale del Lieder Càmera de Sabadell e collabora regolarmente con il coro da camera Francesc Valls di Barcellona.

El Mirador è una fantasia corale in lingua catalana, ispirata a più di 30 melodie e canzone popolari della Catalogna, Valencia, e Mallorca. Queste canzoni parlano di tutti quei numerosi eventi che fanno parte della vita delle persone: l’Amore, la Natura, la Guerra, la Morte, la Gioia, il Natale, la Festa… Il compositore attinge a questo grande serbatoio di ricordi ed emozioni che sono le melodie popolari, citandole integralmente e spesso mescolandone diverse contemporaneamente. Presentiamo la versione per coro e pianoforte, riduzione di quella per coro e orchestra.

 

 Tutti i dettagli del concerto e il programma completo sono disponibili qui.

 

Ingresso libero.