Haydn, Fauré e Lauridsen: musica per coro e pianoforte

Haydn, Fauré e Lauridsen: musica per coro e pianoforte

Il Coro da camera in concerto a Ferrara e Bologna.

Doppio appuntamento per il Coro da camera del Collegium Musicum: sabato 27 Ottobre 2018, alle ore 17 a Ferrara, presso Palazzo Bonacossi in Via Cisterna del Follo; una settimana dopo si replica a Bologna, con un concerto nell’ambito della rassegna CantaBo in programma per sabato 3 novembre alle ore 21, nella Basilica di San Martino, in via Oberdan 25. Il coro è diretto da Enrico Lombardi, al pianoforte Edoardo Benucci.

Il programma di questo concerto prende in considerazione il non insolito abbinamento tra coro e pianoforte, che si inserisce come ulteriore “voce aggiunta” all’elaborazione del discorso musicale. Lo si nota bene nei tre brani di Franz Joseph Haydn (1732 – 1809), tratti dall’Hob.XXVc Aus des Ramlers Lyrischer Blumenlese (“Dall’antologia lirica di Ramler”), dove lo strumento, quando non sostiene le singole voci, si fa protagonista fornendo la base ideale per l’innesto del canto devoto e cullante in Abendlied zu Gott, una preghiera e una ninna-nanna a Dio. In Der Greis (“Il vecchio”) viene invece descritta la decadenza delle forze, rappresentata dai sospiri e dal rimpianto per i tempi della giovinezza, esalati di fronte alla morte. Ma chi ha vissuto la sua vita armoniosamente non ne ha paura, come dimostra l’ottimismo di questo Lied. Infine la spigliatezza in Die Beredsamkeit (“L’eloquenza”) rende in pieno il quadretto di una vivace conversazione a tavola, dove il vino scioglie la lingua e tutti si sentono grandi oratori: discutono, litigano e si rimproverano. Haydn si attiene fedelissimamente al significato del testo, soprattutto nella geniale soluzione finale: trovata che lascerà tutti… ammutoliti!

Si cambia secolo e lingua, per apprezzare il famosissimo Cantique de Jean Racine Op. 11 composto da Gabriel Fauré (1845 – 1924) nel 1865, all’età di diciannove anni. In quell’anno frequentava l’École Niedermeyer a Parigi, una scuola di educazione musicale religiosa, dove apprese il solfeggio, il pianoforte, l’armonia e la composizione. Fu per il concorso di composizione scolastico che scrisse questo adattamento dell’inno ambrosiano Consors paterni luminis tradotto in francese dal poeta e commediografo Jean Racine (1639 – 1699). Non era il primo lavoro che sottopose alla giuria delle diverse competizioni, ma fu il primo ad essere premiato, valutato positivamente per la fluidità del contrappunto e per l’eleganza armonica che già dimostrava di padroneggiare. L’originale venne scritto per coro, orchestra d’archi e organo, e successivamente ampliato per grande orchestra, ma è più spesso eseguito nella riduzione per coro e pianoforte, più facilmente eseguibile e di grande soddisfazione per entrambi.

Infine il programma si conclude con un autore contemporaneo eseguito spesso e frequentemente registrato: Morten Lauridsen (1943 – ). La sua musica è definita tonale, lirica e contrappuntistica. È soprattutto un compositore per le voci, e specialmente per il coro. In questo brano Dirait-on, una selezione da Les Chansons des Roses (1993) su poesie di Rainer Maria Rilke, il compositore americano ha voluto ricreare il semplice stile della canzone popolare francese, con armonie che rievocassero quelle di Ravel e Debussy – della stessa epoca del poeta –, utilizzando un’unica, singola sonorità che suonasse “il più francese possibile”. L’accompagnamento imita l’arpeggio di una chitarra sul quale il canto si dispiega da solo, poi in imitazioni a canone, poi con una contro-melodia, e poi con il tema al pianoforte… Tutto nato con l’intenzione di  restituire il sapore di una lingua e di una nazionalità. Tutto nato solo da un accordo.

Alessandro Panozzo

L’ingresso ai concerti è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.